Aspettando il VII Festival DSC

VII Festival DSC – 23/26 Novembre 2017

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Aspettando il VII Festival DSC
23/26 novembre 2017
FEDELTÀ È CAMBIAMENTO

Il bisogno di cambiare è avvertito da tutti. Come realizzare il cambiamento è una questione sempre aperta. Sappiamo infatti che si potrebbe cambiare per cambiare o perché siamo stanchi di fare le solite cose; sappiamo  che si può cambiare in peggio e che le involuzioni sono sempre possibili; sappiamo pure che spesse volte si preferisce mantenere le cose come sono piuttosto che cambiarle. Spesso il bisogno di cambiamento nasce da un disagio o da una situazione di precarietà. La povertà, le ingiustizie, la violenza, la sperequazione, le disuguaglianze, la violazione della dignità delle persone generano sempre un desiderio di cambiamento che può assumere anche la forma della rivoluzione. E’ pure vero che il cambiamento può nascere da una idealità, da un modo diverso di vedere le cose, da un sogno, da un’ispirazione, da un talento, da un progetto, da una responsabilità.  Anche aver raggiunto traguardi positivi può generare il desiderio di un cambiamento: infatti migliorare è un desiderio che ci accompagna sempre. La vita stessa è un cambiamento continuo: l’anomalia non è passare da bambini ad adulti, ma è rimanere bambini, comportarsi come vecchi a trent’anni, oppure volere rimanere sempre giovani; l’anomalia è non voler cambiare mai.

La fedeltà e il cambiamento, a prima vista, sembrano indicare due modi di essere troppo differenti per risultare  componibili . Ma se la fedeltà è il modo di rispettare la propria e l’altrui dignità, se traduce l’originaria apertura alla verità, al bello e al bene, diventa subito chiaro che la fedeltà richiede un cambiamento: per essere noi stessi  in maniera sempre più compiuta  chiediamo a noi stessi di cambiare. Anche se viviamo in un contesto in cui tutto sembra orientare verso il pensiero unico, l’egualitarismo indifferenziato , le mode comportamentali e valutative, le necessità imposte dalla tecnocrazia, è ancora percepita da molti l’originaria dignità di ogni persona al punto che proprio il rispetto della propria dignità e grandezza chiede un non adeguamento, una differenziazione dal pensiero dominante, chiede una voce fuori dal coro, un’azione differente.  Ecco perché fedeltà È cambiamento. È in forza della fedeltà alla grandezza e intangibilità di ogni essere umano che non è accettabile l’alto tasso di disoccupazione,  un modello di crescita economica che fa aumentare il numero dei poveri, una sanità che cura di più e meglio di chi ha soldi, l’eccesso di individualismo, una finta democrazia che vive senza la partecipazione dei cittadini. E’ necessario sostenere un cambiamento di rotta del sistema economico: non sono gli uomini che devono adattarsi all’attuale sistema economico finanziario, ma è il sistema economico finanziario che deve cambiare per non offendere la dignità di coloro che sono condannati alla povertà, alla miseria e a diventare uno scarto della società. Peraltro anche molti di coloro che vivono in condizioni economiche dignitose percepiscono che c’è qualcosa che non va; si trovano di fronte ad un’anomalia che rende pesante la loro vita:  aumentano i beni materiali ma la felicità e la soddisfazione di vivere diminuisce.

La fedeltà è un concetto dinamico che rifiuta immobilità, ripetitività e stanca continuità. Essa mette in circuito la dimensione originaria dell’amore e della vita che ci sfida a fare ciò che ancora non è stato fatto e a cambiare tutto ciò che è fatto male. Fedeltà è tornare alle origini e comporta sempre un cambiamento perché all’origine la vera forza è sempre una ispirazione, una vision, un sogno coltivato e sviluppato per incrementare ciò che fa bene all’uomo. Fedeltà è cambiamento significa che non si guarda solo indietro, non ci si guarda solo attorno, ma si guarda in avanti. Fedeltà è apertura a tutto ciò che ancora non c’è: il domani sarà certamente un dono se già da oggi in noi c’è uno spazio libero per ciò che ancora non c’è. La fedeltà si coniuga bene con il nuovo perché è il segreto per non perdersi pur muovendosi in terreni sconosciuti.

Il settimo festival della dottrina sociale evidenzierà queste idee diventando casa per tutti quelli che credono nel cambiamento. Inoltre offrirà l’opportunità per stabilire relazioni significative con tutti quelli che già stanno realizzando qualcosa di positivo nel loro ambito di vita: scuola, lavoro,  salute, giustizia, economia, sviluppo, fede, educazione, territorio.
Il programma è in costruzione: sulle news si potranno seguire gli sviluppi.

Don Adriano

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